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La festa di sant'Antonio Abate



La solenne festa annuale del Santo Patrono di Filaga , oltre quella propria del 17 gennaio, un tempo si celebrava nel giorno dell'Ascensione. Questa festa non ebbe pių luogo a partire dagli anni '60 a causa dello spopolamento della borgata, dovuto all'emigrazione di gran parte dei suoi abitanti verso il Nord Italia ed i paesi europei industrializzati.
Nel 1979, la festa rinasceva per essere celebrata nella prima domenica di agosto, mese nel quale gli emigrati filachesi ritornano per le annuali ferie. Dopo la mattutina Divina Liturgia bizantina presso l'eremo, ogni anno, nella tarda serata si snoda una solenne processione attraverso le vie della Borgata. Il simulacro del Santo č una bella statua lignea, acquistata nel 1955 sotto la cooperazione dei filachesi Domenico Giacchino, Carmelo Lodato e Ignazio Lupo, mentre era Vicario Curato di Filaga, Mons. Carmelo Amato da Prizzi.
La nuova statua giunse in treno nella stazione di Filaga la mattina del 13 maggio 1955, tutta la popolazione l'accolse con tripudio. Il simulacro benedetto dal Vicario Curato, fu condotto in solenne processione nella chiesa di S. Ferdinando. In quell' anno, si erano trasferite nella Borgata 20 famiglie prizzesi, beneficiarie della Riforma Agraria. Nel generale entusiasmo, posarono tutti per qualche foto ricordo in via Duomo (due foto, di quella indimenticabile giornata, sono conservate dalle famiglie Lupo e Bagarella).
Merita attenzione il rinomato Ballo in piazza, che con tradizionali danze in onore di S. Antonio, ogni anno richiama a Filaga masse appassionate della mazurca, della polca e della controdanza.
Un tempo la festa era una grande ed importante sagra primaverile, che coinvolgeva feudi, masserie e paesi del circondario di Filaga. Il solenne Vespro nel Duomo di S. Ferdinando per la vigilia dell'Ascensione, era un evento atteso dalla popolazione. Al rito partecipava tutto il clero latino prizzese indossando i preziosi paramenti ricamati in oro, argento e pura seta dall'antico artigianato liturgico delle Suore Collegine di Prizzi.
Il mattino seguente, le famiglie della Borgata, con muli e cavalli, andavano in pellegrinaggio all'eremo. Qui, dopo la messa bizantina, aveva luogo la benedizione della campagna e degli animali. Seguiva una affollata Fiera di compravendita del bestiame, mentre la folla dei fedeli passava la giornata in letizia, mangiando, bevendo, ballando e cantando.
Fonte: Pubblicazione "La chiesa Greco-Albanese di S. Antonio Abate alla Zachia di La Filaca" di Francesco Cannella.