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La Storia

L'antico casale Bizantino di La Filaca (Phylakè) viene fondato intorno al 750 come presidio militare destinato a proteggere i numerosi casali dell'entroterra e le vie dì comunicazione che vanno verso Bivona e Palazzo Adriano.
Matteo Bonello, nel 1160, lo dona con altri possedimenti alla Priora di S. Cristoforo, da lui fondata per i monaci cistercensi presso le Sorgenti di Montescuro. Del convento, distrutto nella prima meta del sec. XIV, restano alcuni ruderi. Agli inizi del XIV sec. la Priora viene aggregata all’Abazia di Fossanova (Latina) e i suoi possedimenti, che sostituiranno poi il territorio di Palazzo A., vengono dati in enfiteusi a diversi signori laici. Durante tutto il sec.VII gli Albanesi di Palazzo A. bonificarono il feudo di La Filaca ed edificarono una chiesa dedicata a S. Antonio Abate, la chiesetta di S. Antonio, filiale della Matrice Greca di Palazzo A., è stata da sempre, fino ad oggi, officiata in rito bizantino.
La Baronia di Palazzo A., incamerata al Regio Fisco, con tutti i suoi feudi viene annessa alla Real Commenda della Maggione di Palermo nel 1787. Il Feudo di La Filaca, viene concesso a censo perpetuo, al Barone Pietro Rostagni nel 1792. Questi si obbligava ad edificare 50 case, un magazzino-granaio, un fundaco con locanda, una chiesa ed a succensuare 50 sarme di terre del feudo.
Il nuovo insediamento, ultima fondazione baronale in Sicilia e pregevole esempio di urbanistica rurale, si sviluppa attraverso cinque isolati di dieci case tra il Duomo di San Ferdinando e la casa baronale-Baglio. Il singolare progetto, redatto dall'Architetto C. Chenchi, era stato pensato per il feudo della Margana, ma lì la Real Commenda non riuscì mai a realizzarlo.
Il Rostagni, investendo le proprie risorse, lo realizzo nelle sue terre dando al nuovo borgo i1 titolo di S. Ferdinado Bonriposo. Nel 1859 la Borgata di S. Ferdinando diventa una frazione del Comune di Prizzi.
Al Rostagni successero i Marchesi Arezzo che trasformano il feudo in una fiorente masseria e contribuirono ad ingrandire la Borgata censurando altre terre ai contadini. Tra essi, uomo religiosissimo e di raffinato animo poetico, fu il Marchese Emanuele Arezzo che ha lasciato un grazioso bucolico poemetto su Filaga dal titolo "Ricordi".
In epoca fascista la Borgata ritorna al suo vecchio e antico nome Filaga. Nel 1954 l’ERAS, applicando la legge regionale 27/12/1950 n. 104, consegna 27 lotti di terreno con relativa casa colonica a 27 famiglie di Prizzi.
Fonte: Pubblicazione "La chiesa Greco-Albanese di S. Antonio Abate alla Zachia di La Filaca" di Francesco Cannella.
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